Dopo anni in cui si è parlato a lungo di Digital Transformation, il 2019 si caratterizza secondo tutte le ricerche come il momento in cui le prime vere rivoluzioni digitali accadranno finalmente.

In primo luogo la semplice ma dirompente trasformazione della Fatturazione Elettronica che non è più in discussione e che porterà ogni azienda ad interrogarsi sulla necessità di disporre di strumenti veramente integrati.






Gli impatti di questa trasformazione digitale sono evidenti e in procinto di realizzarsi:


  • ciclo passivo e ciclo attivo di tutte le aziende saranno interessati da flussi completamente digitali di documenti e di dati disponibili in tempo reale
  • centinaia di migliaia di persone in Italia cambieranno radicalmente il loro modo di lavorare, abbandonando l’elaborazione cartacea e abbracciando l’analisi dei dati in transito
  • ogni azienda si doterà di nuovi strumenti di produzione e comunicazione digitale che affluiranno ad un unico centro di smistamento e raccolta
  • benefici fiscali concreti e risparmi di tempo e di denaro effettivi saranno a disposizione di ogni azienda che intenderà profittarne
  • per la prima volta nella storia praticamente tutte le aziende italiane saranno condotte ad un cambiamento digitale effettivo e dirompente nello stesso momento.
E la Fatturazione Elettronica non è l’unica grande trasformazione digitale di cui parleremo nel 2019, anche se si tratta probabilmente della più imponente.

E’ sotto gli occhi di tutti come il nuovo regolamento noto come GDPR (General Data Protection Rule) sta cambiando il modo con cui consideriamo i dati e l’attenzione che poniamo ad essi. La nuova normativa europea è già entrata in vigore dal 25 Maggio 2018 ma di fatto molte aziende stanno cominciando ad effettuare le trasformazioni digitali a partire dalla fine del 2018 ed entreranno nel vivo del cambiamento a partire dal nuovo anno.

Gli impatti della trasformazione digitale legata al GDPR non sono meno dirompenti rispetto a quelli della Fatturazione Elettronica e altre trasformazioni sono in procinto di accadere.

Di fatto le ricerche dicono che il fenomeno delle trasformazioni dirompenti sarà pressappoco la normalità a cui abituarsi, più che un episodio isolato dovuto a questa legge o ad un evento specifico.

Non ci sarà da stupirsi quindi vedendo tutti i cambiamenti che tali trasformazioni porteranno con sé sia in termini di <
Zucchetti riconferma Tecnodata nella ristretta cerchia dei Centri di Competenza Infinity anche nel 2018.
 
I Centri di Competenza Infinity nascono per fornire supporto e permettere di sfruttare tutte le potenzialità di Infinity, I.Revolution e I.Mago, che richiedono competenze, propositività commerciale e un costante aggiornamento per essere proposti con efficacia ai clienti.
 
Perché collaborare con un centro di Competenza Infinity? A questa domanda risponde direttamente Zucchetti:
 “Per incrementare il business e finalizzare le vendite sugli utenti finali, INFINITY ZUCCHETTI non è semplicemente una piattaforma software, ma una nuova filosofia.
Il cambio di paradigma richiede nuove conoscenze e continuo aggiornamento. La collaborazione con strutture che hanno già maturato una buona expertise è necessaria, reciprocamente profittevole, tutelata.”
 
Un Centro di Competenza Infinity deve avere la vendita in esclusiva di soluzioni Zucchetti, predisposizione alla collaborazione con altri Partner, mandati per la commercializzazione della suite Infinity, competenze commerciali, progetti avviati (per quantità e complessità funzionale), conoscenze tecniche e aggiornamento formativo, referenze, case history e verticalizzazioni.

I requisiti di un Centro di Competenza Infinity sono fissati dalla software house italiana, questo riconoscimento è pertanto motivo di vanto per l’azienda e una garanzia per il cliente.

Le trasformazioni digitali sono ormai un fenomeno stabile (link ad articolo “Providing Innovation – il tempo delle trasformazioni digitali) a cui dobbiamo abituarci più che una serie di casi isolati.

Ci sono almeno due motivi che spingono in questo momento le trasformazioni digitali ad accadere e ad essere particolarmente pervasive.





Le innovazioni tecnologiche sono sempre più potenti

Il primo motivo è la grande accelerazione che lo sviluppo della tecnologia ha assunto negli ultimi 30 anni. Le grandi innovazioni tecnologiche si sono succedute a distanze sempre più ravvicinate ed hanno cambiato il nostro modo di vivere e di lavorare e persino di pensare. Inoltre ogni nuova trasformazione ha portato con sé una carica dirompente maggiore della precedente, in quanto capace di incorporarne gli effetti. Non potremmo avere il Cloud Computing senza Internet e i Big Data senza il Cloud Computing, così come l’Internet of Things si basa fortemente sulla capacità di elaborare grandi moli di dati.

Di fatto quindi le trasformazioni digitali avvengono in primo luogo in quanto spinte dalla disponibilità di innovazioni sempre più potenti che spingono dal lato dell’offerta le aziende ad adottare nuovi strumenti.


Le trasformazioni radicali dei mercati sono sempre più frequenti
Una recente analisi sviluppata da Dell Technologies ha mostrato come le aziende del Regno Unito si trovino per oltre il 50% in una situazione di probabile “disruption” del loro mercato, cioè in un momento in cui stanno per avvenire grandi cambiamenti dal lato della domanda che potrebbero essere cavalcati dalle aziende stesse o finire per impattarle in maniera molto negativa. Una consistente parte di questo insieme di aziende (22%) ritiene di stare per correre gravi rischi di sparire dal mercato o di vedere il proprio ruolo molto limitato nell’immediato futuro e sta pensando di ricorrere a nuove tecnologie per operare trasformazioni digitali e tenere il passo con i mercati.

Ecco dunque che non possiamo evitare le trasformazioni digitali che arrivano come la conseguenza necessaria di fenomeni altrettanto ineluttabili di cambiamento della nostra società e delle nostre economie.

Ma cosa comporta in termini di cambiamento per ognuno di noi una ondata di trasformazione digitale? Ci sono elementi comuni che caratterizzano questi fenomeni?

La risposta è certamente articolata e complessa, giacché i fenomeni non si possono facilmente restringere ad un gruppo limitato. Tuttavia alcuni dei più importanti possono essere identificati come segue:


Co-creation
Le trasformazioni digitali portano con sé una crescente facilitazione del lavoro di gruppo, organizzato per essere un lavoro anche asincrono e svolto a distanza ma di fatto improntato sulla collaborazione sempre più complessa.


Dopo i chiarimenti sull’impossibilità di proroghe si fa più certo il percorso verso il 1° Gennaio 2019

A dispetto di quanti erano certi sulla sua prorogabilità, l’obbligo di Fatturazione Elettronica entrerà in vigore il 1° Gennaio 2019 come inizialmente previsto. E’ giunto quindi il momento di approfondire non solo i benefici eventuali (link) che possiamo attenderci ma soprattutto gli aspetti tecnici connessi al nuovo regime.

La Legge di Bilancio 2018 aveva infatti introdotto l’obbligo della Fatturazione Elettronica anche per gli scambi di beni e servizi tra privati residenti e titolari di partita IVA. Per questo a partire dal 1 gennaio 2019 saranno valide solamente le fatture emesse elettronicamente e inviate attraverso il Sistema di Interscambio (SDI).

Il termine è stato anticipato al 1 luglio 2018 per gli operatori della filiera carburanti e i subappaltatori della PA. Lo scorso 30 aprile, l’Agenzia delle entrate ha emanato il provvedimento attuativo n. 89757/2018 e la circolare n. 8/E, con cui fornisce le specifiche tecniche ed i primi chiarimenti applicativi sulla Fatturazione Elettronica.

L’Agenzia delle entrate conferma che la fattura elettronica è un documento informatico strutturato, in formato XML (eXtensible Markup Language), trasmesso e recapitato solo attraverso il SDI, deve contenere gli elementi indicati dalla normativa di riferimento previsto dall’art. 21 del DPR 633/72 ovvero, nel caso di fattura semplificata quelle stabilite dall’art. 21bis del DPR 633/72, integrate ove necessario dalle ulteriori informazioni contenute nell’allegato A del provvedimento.

Si conservano le regole già in vigore con riferimento alla trasmissione al SDI, pertanto essa viene effettuata dal soggetto obbligato ad emetterla ovvero da un intermediario.

L’Agenzia delle entrate ha inoltre ribadito che la data di emissione è individuata nella data documento, riportata obbligatoriamente in fattura ai sensi dell’articolo 21 del DPR 633/72, ed essa corrisponde al momento in cui l’imposta diventa esigibile; la data di ricezione è, invece, quella rilevante ai fini della detraibilità pertanto la data di ricezione è la data indicata nella ricevuta di consegna dello SDI oppure, nel caso di mancata consegna, è la data di presa visione da parte del committente della fattura che gli è stata comunque messa a disposizione dal SDI sul sito web dell’Agenzia delle entrate nella sua area riservata.

Inoltre, in base all’articolo 244 della Direttiva 2006/112/CE “Ogni soggetto passivo deve provvedere all’archiviazione di copie delle fatture emesse da lui stesso, dall’acquirente o dal destinatario, oppure in suo nome e per suo conto, da un terzo, nonché delle fatture che ha ricevuto”.

L’archiviazione delle fatture effettuata dal sistema di interscambio non esime il soggetto IVA dalla loro conservazione. In Italia le specifiche modalità di conservazione sono stabilite dal Decreto Ministero delle Finanze del 17 giugno 2014 che è pienamente in vigore.

Scopri quali cambiamenti (link) comporta l’obbligo di Fatturazione Elettronica e come affrontarli.

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