Zucchetti riconferma Tecnodata nella ristretta cerchia dei Centri di Competenza Infinity anche nel 2018.
 
I Centri di Competenza Infinity nascono per fornire supporto e permettere di sfruttare tutte le potenzialità di Infinity, I.Revolution e I.Mago, che richiedono competenze, propositività commerciale e un costante aggiornamento per essere proposti con efficacia ai clienti.
 
Perché collaborare con un centro di Competenza Infinity? A questa domanda risponde direttamente Zucchetti:
 “Per incrementare il business e finalizzare le vendite sugli utenti finali, INFINITY ZUCCHETTI non è semplicemente una piattaforma software, ma una nuova filosofia.
Il cambio di paradigma richiede nuove conoscenze e continuo aggiornamento. La collaborazione con strutture che hanno già maturato una buona expertise è necessaria, reciprocamente profittevole, tutelata.”
 
Un Centro di Competenza Infinity deve avere la vendita in esclusiva di soluzioni Zucchetti, predisposizione alla collaborazione con altri Partner, mandati per la commercializzazione della suite Infinity, competenze commerciali, progetti avviati (per quantità e complessità funzionale), conoscenze tecniche e aggiornamento formativo, referenze, case history e verticalizzazioni.

I requisiti di un Centro di Competenza Infinity sono fissati dalla software house italiana, questo riconoscimento è pertanto motivo di vanto per l’azienda e una garanzia per il cliente.

Essere in linea con le richieste del GDPR e garantire il soddisfacimento dei diritti alla protezione del dato personale richiede un processo di adeguamento strutturato.

Da cosa iniziare?

Non basta adottare misure genericamente intese a proteggere le reti informatiche e a salvaguardare la correttezza degli interventi del personale sui dati, come accadeva in passato.

Una componente fondamentale del GDPR, infatti, è il principio che prevede la cosidetta “privacy by design”, ovvero un livello di protezione dei dati che viene garantito sin dalla protezione del modo con cui i dati stessi sono stoccati e trattati.

Sarà quindi necessario che ogni funzione aziendale si soffermi ad analizzare sul come vengono raccolti i dati nei diversi processi che la riguardano.


In linea generale le fasi da affrontare per iniziare il processo di adeguamento al GDPR si possono elencare in questo modo.

  1. Informarsi adeguatamente circa il contenuto del GDPR

  2. Effettuare una comunicazione aziendale che consenta di informare i responsabili toccati dal processo

  3. Raccogliere informazioni circa la mappatura dei dati presenti in azienda e sulle procedure in uso per raccoglierli, conservarli e trattarli

  4. Analizzare il rischio connesso alla protezione dei dati

  5. Determinare quali dati si intendano mantenere

  6. Identificare e mettere in atto le contromisure di sicurezza necessarie

  7. Disegnare i nuovi processi di gestione del dato e adottare gli strumenti necessari per la loro gestione

  8. Stabilire le procedure di mantenimento della situazione di adeguamento.



Questi i passi strettamente necessari per una procedura minima di adeguamento.

E’ da intendersi che il disegno dei processi di gestione

15 ottobre 2018 il Consiglio dei Ministri approva il Decreto che introduce disposizioni urgenti in materia fiscale.



Fermo restando il 1° gennaio come data di entrata in vigore delle disposizioni vediamo quali sono le principali novità previste per la fatturazione elettronica:



Sanzioni

Prevista, per i primi sei mesi, la mancata applicazione delle sanzioni per tutti coloro che emettono la fattura elettronica oltre i previsti termini, ma comunque entro il termine per la liquidazione Iva di periodo.


Semplificazioni

Dopo il semestre di esclusione delle sanzioni è comunque prevista la possibilità di emettere le fatture entro 10 giorni dalla data dell’operazione alla quale si riferiscono; le fatture dovranno essere poi annotate nel registro entro il giorno 15 del mese successivo a quello della loro emissione.

 

Da sottolineare è inoltre la prevista abrogazione dell’obbligo di registrazione progressiva degli acquistiDopo i chiarimenti sull’impossibilità di proroghe si fa più certo il percorso verso il 1° Gennaio 2019

A dispetto di quanti erano certi sulla sua prorogabilità, l’obbligo di Fatturazione Elettronica entrerà in vigore il 1° Gennaio 2019 come inizialmente previsto. E’ giunto quindi il momento di approfondire non solo i benefici eventuali (link) che possiamo attenderci ma soprattutto gli aspetti tecnici connessi al nuovo regime.

La Legge di Bilancio 2018 aveva infatti introdotto l’obbligo della Fatturazione Elettronica anche per gli scambi di beni e servizi tra privati residenti e titolari di partita IVA. Per questo a partire dal 1 gennaio 2019 saranno valide solamente le fatture emesse elettronicamente e inviate attraverso il Sistema di Interscambio (SDI).

Il termine è stato anticipato al 1 luglio 2018 per gli operatori della filiera carburanti e i subappaltatori della PA. Lo scorso 30 aprile, l’Agenzia delle entrate ha emanato il provvedimento attuativo n. 89757/2018 e la circolare n. 8/E, con cui fornisce le specifiche tecniche ed i primi chiarimenti applicativi sulla Fatturazione Elettronica.

L’Agenzia delle entrate conferma che la fattura elettronica è un documento informatico strutturato, in formato XML (eXtensible Markup Language), trasmesso e recapitato solo attraverso il SDI, deve contenere gli elementi indicati dalla normativa di riferimento previsto dall’art. 21 del DPR 633/72 ovvero, nel caso di fattura semplificata quelle stabilite dall’art. 21bis del DPR 633/72, integrate ove necessario dalle ulteriori informazioni contenute nell’allegato A del provvedimento.

Si conservano le regole già in vigore con riferimento alla trasmissione al SDI, pertanto essa viene effettuata dal soggetto obbligato ad emetterla ovvero da un intermediario.

L’Agenzia delle entrate ha inoltre ribadito che la data di emissione è individuata nella data documento, riportata obbligatoriamente in fattura ai sensi dell’articolo 21 del DPR 633/72, ed essa corrisponde al momento in cui l’imposta diventa esigibile; la data di ricezione è, invece, quella rilevante ai fini della detraibilità pertanto la data di ricezione è la data indicata nella ricevuta di consegna dello SDI oppure, nel caso di mancata consegna, è la data di presa visione da parte del committente della fattura che gli è stata comunque messa a disposizione dal SDI sul sito web dell’Agenzia delle entrate nella sua area riservata.

Inoltre, in base all’articolo 244 della Direttiva 2006/112/CE “Ogni soggetto passivo deve provvedere all’archiviazione di copie delle fatture emesse da lui stesso, dall’acquirente o dal destinatario, oppure in suo nome e per suo conto, da un terzo, nonché delle fatture che ha ricevuto”.

L’archiviazione delle fatture effettuata dal sistema di interscambio non esime il soggetto IVA dalla loro conservazione. In Italia le specifiche modalità di conservazione sono stabilite dal Decreto Ministero delle Finanze del 17 giugno 2014 che è pienamente in vigore.

Scopri quali cambiamenti (link) comporta l’obbligo di Fatturazione Elettronica e come affrontarli.

La Fatturazione Elettronica sarà un obbligo di legge il 1° Gennaio 2019 e allo stato attuale non sono previste proroghe. Si sta invece studiando il cosidetto caso di “emissione prolungata”, vale a dire la possibilità per le imprese di ritardare l’emissione della e-fattura rispetto al momento della cessione di beni e servizi qualora questo non crei un impatto sul regolare versamento dell’imposta.

Essendo dunque iniziato il conto alla rovescia (link) definitivo verso il 1° Gennaio 2019, non resta che rivedere quali cambiamenti saranno necessari in azienda per essere pronti e soprattutto per cogliere i benefici del nuovo regime.

Il primo cambiamento sarà relativo all’adeguamento minimo necessario per poter essere in regola da subito e non soffrire di discontinuità nell’emissione delle fatture attive. A questo riguardo le soluzioni disponibili sul mercato sono tante ma quella che consente una vera gestione dell’intero processo di fatturazione deve essere ricercata nella proposta Zucchetti denominata Digital Hub (link) .

L’integrazione di tale soluzione in azienda consente infatti non solo di adeguarsi al dettato della normativa da subito ma anche di prepararsi alle fasi successive, che pur non essendo motivate da altri obblighi di legge saranno fondamentali per poter cogliere i benefici di questo cambiamento.

Per restare negli ambiti di quanto necessario per il 1° Gennaio 2019, non basterà acquisire una soluzione software. Sarà infatti necessario prestare attenzione ai formati con i quali oggi il gestionale aziendale produce i dati per la fatturazione e adeguarli se opportuno al tracciato minimo previsto per la trasmissione via XML. Inoltre sarà necessario aggiornare le anagrafiche dei propri clienti allo scopo di poter disporre degli indirizzi a cui far recapitare la fattura elettronica tramite SDI. E’ ovvio che in quanto clienti dovremo pensare di realizzare celermente lo stesso adeguamento nei confronti dei nostri fornitori.

A seguito di queste fasi di adeguamento necessario sarà poi possibile concentrarsi su altri aspetti, più allettanti e gradevoli, del processo di introduzione della Fatturazione Elettronica.

In prima istanza potremo cercare di identificare alcuni benefici possibili del nuovo regime, soprattutto in termini di carico di lavoro. I processi di emissione e di conservazione delle fatture saranno quelli maggiormente indiziati di poter fornire elementi di risparmio.

In seconda battuta, qualora ve ne fosse l’opportunità, potremo adeguare ulteriormente il formato di creazione della e-fattura per essere più vicini agli standard esistenti a livello europeo e non avere timore di dialogare con clienti esteri.

Con il tempo sarà anche plausibile immaginare come la Fatturazione Elettronica potrà cambiare in meglio alcune delle relazioni strategiche che oggi intratteniamo con partner, clienti e fornitori. Lo scambio di dati con i commercialisti ed i consulenti finanziari, ad esempio, se ne potrà giovare grandemente e così il livello di servizio ottenuto da questi operatori. Ugualmente, la certezza della fatturazione e dei suoi tempi che deriverà dal nuovo regime potrebbe portare a rivedere alcuni processi logistici e contrattuali ad esempio in termini di tempi per la consegna di beni e servizi.

In altri termini, il primo grande cambiamento di massa introdotto da una trasformazione digitale non è certo fatto per nuocere. Gli adempimenti normativi (link) potranno sembrare incombenti e ingombranti ma le soluzioni sono disponibili (link) e facili da adottare ed il futuro si presenta foriero di vantaggi da acquisire nelle nostre aziende.

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