Nel momento in cui tutti sembrano occuparsi di Smart Working e Telelavoro scopriamo che in realtà la differenza tra i due termini non è sempre chiarissima.

L’interesse per questa analisi non è solo lessicale: vi sono infatti delle precise previsioni in termini di leggi e contratti di lavoro che si applicano in modo diverso a seconda della configurazione che il lavoro stesso prende.

 

Vediamo dunque quali sono le vere differenze e come il legislatore ha inteso disciplinare le due fattispecie, sia con leggi già esistenti prima dell’attuale emergenza sia con disposizioni emanate a seguito delle restrizioni negli spostamenti di questi giorni.

 

Per Telelavoro si intende una condizione stabile di lavoro a distanza dalla sede principale del datore di lavoro, tipicamente esercitata per il tramite di una postazione fissa che di solito viene installata presso la casa del telelavoratore.

Per Smart Working, invece, si intende con maggiore varietà di situazioni prese in considerazione una serie di comportamenti che consentono al lavoratore di esercitare il suo ruolo da vari luoghi, ivi compresa l’abitazione ma senza riguardo ad una postazione fissa e dedicata con esclusività al lavoro.

 

La differenza si trova dunque nella non necessarietà della postazione fissa quando si parla di Smart Working, quando invece il Telelavoro attribuisce un’importanza prevalente alla creazione di un luogo dedicato circa l’adeguatezza del quale il datore di lavoro ha anche l’incarico di eseguire delle ispezioni.

In entrambi i casi i rapporti di lavoro devono essere disciplinati in forma scritta, pena la nullità del rapporto stesso. Nel telelavoro sono stabiliti turni di riposo obbligatori mentre lo Smart Working è disciplinato da regole molto più flessibili che attribuiscono maggiore potere decisionale alle parti.

Dal punto di vista delle soluzioni informatiche le previsioni necessarie possono essere molto simili nei due casi, con una prevalenza di device mobili nel caso dello Smart Working e quindi con la necessità di prendersi maggiore cura di questi ultimi.